La violenza politica torna a macchiare le strade e lo fa indossando, con ipocrisia, la maschera della tolleranza. Quanto accaduto a Luca Arcari, volontario della sicurezza, è l’ennesima e preoccupante dimostrazione di una deriva che fa male alla nostra democrazia. Picchiato, insultato e braccato nel cuore della città da chi si autodefinisce «anarchico», ma che nei fatti si rivela essere il vero braccio intollerante e autoritario di una certa sinistra.
I metodi usati sono quelli di sempre, tipici di chi si crede moralmente superiore ma non ha altri argomenti se non la prevaricazione fisica: i fascisti del nuovo millennio oggi si nascondono dietro l’antifascismo.
Il racconto dell’aggressione
Il racconto di Arcari è agghiacciante nella sua spietata linearità e descrive un vero e proprio agguato ideologico. Il volontario si trovava in via della Maddalena, seguendo pacificamente il tragitto previsto per raggiungere un corteo regolarmente annunciato da una locandina.
È bastato che il gruppo di facinorosi, radunato dietro uno striscione, lo riconoscesse da lontano per far scattare la scintilla dell’odio cieco. Al grido infamante di «fascistone», è partita l’aggressione: prima una ragazza ha iniziato a colpirlo, poi l’intero branco si è avventato su di lui, con la tipica viltà di chi attacca forte solo della superiorità numerica.
La reazione di Arcari è stata lucida, quella di un uomo che cerca di mettersi in salvo senza cedere al panico. Ha mantenuto la distanza, è riuscito a respingere gli assalitori facendone cadere a terra qualcuno per arginare l’assalto, per poi indietreggiare verso via San Luca.
Ma la furia del gruppo non si è placata. Hanno tentato nuovamente di braccarlo e fermarlo, costringendo il volontario a difendersi ancora, a usare lo spray al peperoncino come estrema ratio per tutelare la propria incolumità e a chiamare il 112.
L’assenza di agenti nel centro di Genova
In questo scenario inaccettabile di caccia all’uomo emerge un ulteriore dettaglio sconcertante: la totale e desolante assenza di agenti nel cuore pulsante di Genova. Da via della Maddalena fino a Sottoripa, un cittadino è stato lasciato solo in balia dei violenti.
Questo episodio impone una profonda e severa riflessione su chi siano oggi i reali nemici del vivere civile. Ci troviamo di fronte a un paradosso intollerabile: coloro che si riempiono la bocca di grandi ideali di libertà sono gli stessi che non esitano a usare i pugni per silenziare chiunque considerino un nemico politico.
Questi individui non hanno nulla di anarchico o di libertario: sono, al contrario, i veri autoritaristi del nostro tempo.
Una condanna senza giustificazioni
Esprimere profondo sdegno e solidarietà a Luca Arcari è doveroso, ma non è più sufficiente. Serve una condanna unanime, ferma e senza sconti o giustificazioni da parte di tutte le forze politiche e civili.
Chiudersi nel silenzio di fronte a questi atti di squadrismo significa diventarne complici, permettendo che le nostre strade si trasformino in una zona franca dove il dissenso viene punito con la violenza di un branco.
Firma: Guglielmo Bonanno