Ci sono mattine in cui suona la sveglia, ti stiracchi pigramente, prendi lo smartphone ancora mezzo addormentato per controllare l’app della banca e… il cuore salta letteralmente un battito. Anzi, tre.
Oggi mi è successa una di quelle cose che credi possibili solo nei film o nei racconti di fantascienza: apro la mia schermata personale e leggo, nero su bianco: 17.434.725.726.563,60 euro.
Diciassettemila quattrocentotrentaquattro miliardi, settecentoventicinque milioni, settecentoventiseimila cinquecentosessantatré euro e sessanta centesimi. Non un milione, non un miliardo: diciassettemila miliardi. Una cifra mostruosa, capace di riscrivere le economie mondiali.
Quei minuti di pura scossa elettrica
In quell’istante il sonno è evaporato. Ho avvertito una scossa partire dai piedi e arrivare dritta alla testa: mi tremavano gli occhi, le mani non rispondevano più ai comandi, il battito a mille. Sentivo addosso una tensione elettrizzante, primordiale.
Cercavo disperatamente, con lo sguardo e con le dita, il pulsante per mettere all’incasso, per bloccare quel tesoro, per trasferirlo o fare qualsiasi mossa prima che l’universo si accorgesse dell’incongruenza. Ma tra l’agitazione, il panico e le dita che scivolavano sullo schermo, non trovavo nulla.
Poi, all’improvviso, un aggiornamento della pagina. Un battito di ciglia e quel mare infinito di cifre si è ridimensionato all’istante, riportando il conto alla sua sobria, ordinaria realtà. Un banale, clamoroso glitch informatico dell’app.
Il mio sogno a occhi aperti: passione, affetti e solidarietà
Eppure, in quei pochi minuti in cui sono stato, almeno virtualmente, l’essere umano più ricco della storia, la mia mente ha viaggiato alla velocità della luce. E sapete cosa? Non ho pensato a yacht dorati, isole deserte o lussi sfrenati. Ho pensato a cosa avrebbe davvero riempito di gioia la mia vita e quella degli altri.
La prima scintilla è stata pura passione: avrei preso subito la mia squadra di calcio del cuore. Ma niente acquisti faraonici di campioni già affermati: avrei messo in piedi una selezione capillare e visionaria di talenti Under 18, investendo tutto sui vivai, sulle strutture e sui giovani, con un obiettivo chiaro e romantico: portarli in Serie A con le nostre forze entro una decina d’anni.
E, per condividere questo percorso straordinario, avrei creato un canale multimediale aperto a tutti, per far vivere ai tifosi e agli appassionati ogni singolo giorno di questa favola, dagli allenamenti alle vittorie.
Subito dopo, il cuore è andato a chi conta davvero: la prima mossa concreta sarebbe stata regalare 1 milione di euro a testa a una quindicina di persone tra amici e familiari più stretti. Vedere la serenità negli occhi delle persone a cui voglio bene, cancellare per sempre le loro preoccupazioni economiche e regalare loro la libertà di realizzare i propri sogni: quello sarebbe stato il vero trionfo.
Infine, il tributo alla mia città, Genova. Non sarei andato a nascondermi in un paradiso fiscale: avrei finanziato e inaugurato una grande mensa per i poveri a Genova, garantendo ogni giorno pasti caldi, dignità, supporto e cura a chi fa fatica ad arrivare a fine giornata.
I 17 mila miliardi se ne sono andati veloci come sono apparsi, ma l’adrenalina e il sorriso di questa mattina me li tengo stretti. Perché se un giorno la fortuna dovesse bussare davvero alla mia porta, so già esattamente cosa fare: scegliere la passione, proteggere chi amo e lasciare un segno vero per la mia comunità.
Firma: Guglielmo Bonanno