Il COVID-19 non è stato un evento programmato o orchestrato a tavolino; definirlo tale significa deviare dal perimetro della realtà fattuale. Ciononostante, questa immane tragedia collettiva ha agito da catalizzatore implacabile, facendo emergere il lato più oscuro, opportunistico e bestiale dell’essere umano. Di fronte alla vulnerabilità globale, chi deteneva leve di potere, visibilità o controllo economico ha spesso subordinato la gestione dell’emergenza al profitto, trasformando una crisi sanitaria in un gigantesco acceleratore di vantaggi personali.
Il bilancio di questo cortocircuito morale si riflette chiaramente in alcuni numeri emblematici di quegli anni:
1. Una concentrazione di ricchezza senza precedenti: Durante i mesi più duri della pandemia, mentre interi settori economici e milioni di lavoratori subivano perdite devastanti, i patrimoni dei miliardari a livello globale sono cresciuti a ritmi vertiginosi, toccando picchi storici di accumulazione di capitale in poche mani.
2. L’esplosione della spesa pubblica e dei fondi opachi: Centinaia di miliardi di euro e dollari sono stati mobilitati in tempi record dai governi di tutto il mondo per l’emergenza, spesso aggirando i normali controlli di trasparenza e aprendo varchi enormi a speculazioni, sprechi e gestioni clientelari.
3. La polarizzazione dell’informazione e dell’attenzione: Sulle principali piattaforme digitali, i flussi di traffico e l’attenzione degli utenti sono cresciuti esponenzialmente (con incrementi di utilizzo dei media digitali stimati ben oltre il 30% in media durante i lockdown), trasformando la paura e la polarizzazione sociale in merce di scambio per fama, consenso politico e successo mediatico.
Il vero motivo per cui ne siamo usciti tutti smarriti e profondamente impoveriti nello spirito non risiede nel virus in sé, ma nel fatto che gran parte della classe dirigente e dei mercati è rimasta morbosamente concentrata sull’opportunità di guadagno e di potere offerta dal caos, anziché concentrarsi sulla reale, trasparente e solidale risoluzione del problema.
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